Qualcuno ha detto che la vita è quella cosa che ti accade mentre sei impegnato a fare altro.

Quello che però nessuno dice è che spesso, purtroppo, “l’altro” finisce per assorbirti al punto da metterti davanti a delle scelte che non si vorrebbero mai fare.

Ed è per questo che oggi mi trovo a scrivere queste righe per annunciare che, per motivi strettamente personali, sono costretto a dimettermi dalla carica di presidente di questa gloriosa società.

Questa scelta gravosa è dovuta solo ed esclusivamente alla consapevolezza di non poter più dedicare il tempo che questo ruolo di grandissima responsabilità necessita, ma soprattutto merita.

Ruolo che ho condiviso con il mio socio Alessandro Soave, al quale faccio un grande in bocca al lupo, certo che porterà avanti questa splendida avventura con la professionalità che ha sempre manifestato.

Stare al suo fianco in questi tre anni è stato per me fonte di arricchimento e di crescita personale, e di questo gli sarò sempre grato.

Impossibile però parlare di gratitudine senza citare Paolo Fiorentini, Presidente nel senso più profondo del termine, che mi ha accolto in questa grande famiglia e mi ha trattato come fossi un figlio, mettendomi in mano quello che aveva costruito con così tanta fatica e passione in tutti questi anni.

So che questa mia decisione lo farà soffrire, ma so anche che non serberà rancore.

Non un uomo come lui.

Vorrei ringraziare inoltre lo staff tecnico, la dirigenza sportiva, la segreteria capitanata dalla grande Teresa Ilari, i fenomenali ragazzi di Limitless, gli scout, i custodi e tutta la comunità che gira intorno a questa società.

Il Savio ti entra dentro, è qualcosa difficile da spiegare.

E se lo amerò per sempre è proprio per le persone da cui è formato e soprattutto per merito dei bambini e dei ragazzi, ai quali mi sento di dire di continuare a impegnarsi con la stessa passione che mettono allenamento dopo allenamento e di non smettere mai di sognare.

Finché ci sarete voi, il Savio continuerà a essere un punto di riferimento per tutto il movimento calcistico nazionale.

Vi abbraccio tutti ad uno ad uno.

Forza Savio.

Un caro saluto,
Stefano Santoro